Buongiorno,
Sono la mamma di un bambino di sei anni e sono molto preoccupata per il suo comportamento.E' sempre stato un bambino timido, ma ultimamente sembra peggiorato. Nell'inserimento alla scuola dell'infanzia non ci sono stati grossi problemi anche se ha avuto bisogno di tempo per ambientarsi, e' un bambino molto orgoglioso pertanto non si e' mai fatto vedere dagli altri a piangere anche se ne avrebbe avuto voglia.Non voglio dilungarmi troppo, cerchero' di spiegarle il suo comportamento nelle occasioni di incontri con gli altri.
Quando andiamo a casa di amici che hanno figli della sua eta' ha difficolta' ad andare a giocare con loro, devo sempre insistere molto altrimenti lui starebbe sempre incollato a me, dopo inizia a giocare e non vorrebbe piu' andare a casa. Ma quando torniamo la volta successiva e' sempre lo stesso il comportamento che tiene.
martedì, febbraio 28, 2012
Il figlio di 6 anni è timido - Consulenza online
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La personalità e i social networks
I Siti di social networking hanno cambiato la nostra vita, o almeno l'hanno cambiata a quei 500 milioni di utenti attivi su Facebook nel 2011 e a circa 200 milioni di possessori di account Twitter. Le differenze fra i due social sono note: Facebook mette più l'accento su chi sei e che cosa sai, mentre Twitter limita le comunicazioni degli utenti a 140 caratteri e conta più quello che si dice piuttosto che ciò che si è. Un nuovo studio si chiede se e come il modo in cui le persone usano questi siti sia legato alla loro personalità, e se vi siano differenze di personalità tra le persone che preferiscono un sito rispetto ad un altro.
David Hughes della Manchester Business School e i suoi colleghi hanno esaminato 300 persone presenti in Rete - la maggior parte (70 per cento) residenti in Europa, ma vi erano soggetti residenti nel Nord America, Asia e altrove. Il campione era composto di 207 donne e 93 uomini e la fascia di età era compresa fra 18 e 63 anni. I partecipanti hanno risposto alle domande sul modo in cui usavano Facebook e Twitter e quale fra i due preferivano. Inoltre, essi hanno risposto a domande circa la loro personalità basata sui fattori del "Big Five" : Estroversione, Amicalità, Coscienziosità, Stabilità emotiva, Apertura mentale, così come le sottodimensioni di socievolezza e apertura verso gli aspetti culturali.
David Hughes della Manchester Business School e i suoi colleghi hanno esaminato 300 persone presenti in Rete - la maggior parte (70 per cento) residenti in Europa, ma vi erano soggetti residenti nel Nord America, Asia e altrove. Il campione era composto di 207 donne e 93 uomini e la fascia di età era compresa fra 18 e 63 anni. I partecipanti hanno risposto alle domande sul modo in cui usavano Facebook e Twitter e quale fra i due preferivano. Inoltre, essi hanno risposto a domande circa la loro personalità basata sui fattori del "Big Five" : Estroversione, Amicalità, Coscienziosità, Stabilità emotiva, Apertura mentale, così come le sottodimensioni di socievolezza e apertura verso gli aspetti culturali.
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lunedì, febbraio 13, 2012
Acquisire stima di sé con la generosità
Nel libro Positive Energy la psichiatra Judith Orloff indica nella generosità un elemento chiave per ritrovare la fiducia in sé stessi e la gioia di vivere. La generosità infatti, dice l'autrice del libro, dà alla propria vita un'energia molto forte (ovviamente, occorre essere generosi nei limiti delle proprie possibilità...)
Aiutare gli altri, dare loro più di quello che riceviamo in cambio fa sentire migliori e dà molta forza: conviene provarci, raccomanda la Orloff, dal momento che, se anche non funzionasse, queste buone azioni non producono effetti negativi.
La Orloff ricorda una sua esperienza personale: si trovava in una tavola calda, dietro ad una signora che aveva ordinato il pranzo, ma poi si era accorta di aver lasciato a casa il protafoglio. Che fare? Si domandava: pago io per lei? Faccio finta di nulla?
Per fortuna, ricorda, la sua bocca si aprì prima che potesse portare a termine le sue riflessioni e così ebbe modo di dire: "Mi permetta di offrirle questo pasto". E così fece. La signora che aveva beneficiato del dono, girandosi verso la sua benefattrice a questo punto la riconobbe: "ma lei è la mia psicologa, sono stata da lei anni fa per una seduta e lei mi ha dato dei buoni consigli per lasciare mio marito, che mi trattava male!" La psicologa non ricordava di questa sua paziente, ma sorrise: così fece la signora, così fece il cassiere... "Che meraviglioso karma ho diffuso intorno a me, con questo piccolo gesto di generosità", si disse la Orloff. In seguito la signora senza portafoglio saldò il suo debito con un assegno (20 dollari) e una lettera di ringraziamento.
La Orloff ha dunque pensato: ma perché non godere ogni giorno di tanta forza e del buonumore che la generosità può darti? Perché poi non farlo in forma anonima? Ad esempio, perché non lasciare un dollaro, cinque dollari, in un bagno, in una sala d'attesa o in un qualsiasi luogo molto frequentato? Chi trova queste somme, anche se piccole, prova sicuramente una grande gioia, si sente fortunato... Sapere di dare gioia alle persone è gratificante: per questo da allora la Orloff lascia in giro piccole somme, e questo gesto la rende più felice.
Che farsene infatti di tanti soldi sepolti in banca, quando l'esborso di queste piccole somme può dare tanta felicità? Lei, per la sua vita, ha adottato un motto buddista: "La tua felicità è la mia felicità. Non esiste una maggiore felicità nel mondo." L'abbondanza genera abbondanza, dice.
Che ne dite? Forse è un modo di essere generosi molto "snob": fare del bene senza sporcarsi le mani, senza impegnarsi direttamente, senza affrontare l'altro, senza ascoltare i suoi desideri ed i suoi bisogni... Concentrati solo sul proprio benessere, sulla propria felicità, che deriva dal dono fatto all'altro.
Ok, molto snob e molto americano, ma perché non superare il pregiudizio e provare l'effetto che fa? ;-)
Fateci sapere.
Dr. Giuliana Proietti
Fonte:
The Power of Generosity and Anonymous Giving, Huffington Post
www.clinicadellatimidezza.it
Immagine:
_William, Flickr
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Aiutare gli altri, dare loro più di quello che riceviamo in cambio fa sentire migliori e dà molta forza: conviene provarci, raccomanda la Orloff, dal momento che, se anche non funzionasse, queste buone azioni non producono effetti negativi.
La Orloff ricorda una sua esperienza personale: si trovava in una tavola calda, dietro ad una signora che aveva ordinato il pranzo, ma poi si era accorta di aver lasciato a casa il protafoglio. Che fare? Si domandava: pago io per lei? Faccio finta di nulla?
Per fortuna, ricorda, la sua bocca si aprì prima che potesse portare a termine le sue riflessioni e così ebbe modo di dire: "Mi permetta di offrirle questo pasto". E così fece. La signora che aveva beneficiato del dono, girandosi verso la sua benefattrice a questo punto la riconobbe: "ma lei è la mia psicologa, sono stata da lei anni fa per una seduta e lei mi ha dato dei buoni consigli per lasciare mio marito, che mi trattava male!" La psicologa non ricordava di questa sua paziente, ma sorrise: così fece la signora, così fece il cassiere... "Che meraviglioso karma ho diffuso intorno a me, con questo piccolo gesto di generosità", si disse la Orloff. In seguito la signora senza portafoglio saldò il suo debito con un assegno (20 dollari) e una lettera di ringraziamento.
La Orloff ha dunque pensato: ma perché non godere ogni giorno di tanta forza e del buonumore che la generosità può darti? Perché poi non farlo in forma anonima? Ad esempio, perché non lasciare un dollaro, cinque dollari, in un bagno, in una sala d'attesa o in un qualsiasi luogo molto frequentato? Chi trova queste somme, anche se piccole, prova sicuramente una grande gioia, si sente fortunato... Sapere di dare gioia alle persone è gratificante: per questo da allora la Orloff lascia in giro piccole somme, e questo gesto la rende più felice.
Che farsene infatti di tanti soldi sepolti in banca, quando l'esborso di queste piccole somme può dare tanta felicità? Lei, per la sua vita, ha adottato un motto buddista: "La tua felicità è la mia felicità. Non esiste una maggiore felicità nel mondo." L'abbondanza genera abbondanza, dice.
Che ne dite? Forse è un modo di essere generosi molto "snob": fare del bene senza sporcarsi le mani, senza impegnarsi direttamente, senza affrontare l'altro, senza ascoltare i suoi desideri ed i suoi bisogni... Concentrati solo sul proprio benessere, sulla propria felicità, che deriva dal dono fatto all'altro.
Ok, molto snob e molto americano, ma perché non superare il pregiudizio e provare l'effetto che fa? ;-)
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Consigli per stare meglio
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martedì, febbraio 07, 2012
Time: Il potere della Timidezza
Questo post solo per farvi conoscere la copertina che questa settimana la prestigiosa rivista Time dedica alla timidezza, o meglio, al "potere della timidezza".
La rivista non ha accesso libero sul web: non appena si conosceranno i dettagli dell'articolo, vi informeremo anche sui contenuti.
Dr. Walter La Gatta
www.clinicadellatimidezza.it
Immagine: Time
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Timidezza
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lunedì, febbraio 06, 2012
I disturbi dell'umore non creano sempre infelicità
Molti studiosi ritengono da tempo che siamo in presenza di una 'epidemia di disturbi mentali'. Uno dei primi sostenitori di questa tesi è stato Thomas Scheff (1974) mentre tra i sostenitori attuali vi sono studiosi di scienze sociali come Lane (2000) e Wilkenson e Marmot (2003).
L' 'epidemia dei disturbi mentali' secondo questi autori si sarebbe verificata nelle società più avanzate, a causa dell'individualismo, dello stress, delle grandi richieste che la società fa all'individuo. Eppure la felicità media delle persone che vivono nei Paesi più avanzati sembra essere piuttosto alta: in una scala di valutazione che va da 0 a 10, gli Stati Uniti ottengono una valutazione della felicità personale dei suoi abitanti che si attesta su una media di 7,4 e più alto ancora è il livello di felicità percepito in Danimarca (8,4) (Veenhoven 2010a).
L' 'epidemia dei disturbi mentali' secondo questi autori si sarebbe verificata nelle società più avanzate, a causa dell'individualismo, dello stress, delle grandi richieste che la società fa all'individuo. Eppure la felicità media delle persone che vivono nei Paesi più avanzati sembra essere piuttosto alta: in una scala di valutazione che va da 0 a 10, gli Stati Uniti ottengono una valutazione della felicità personale dei suoi abitanti che si attesta su una media di 7,4 e più alto ancora è il livello di felicità percepito in Danimarca (8,4) (Veenhoven 2010a).
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Ricerche
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mercoledì, febbraio 01, 2012
E' ora che gli introversi comincino ad essere apprezzati
Siamo in presenza di una inversione di tendenza: finalmente si sta cominciando a riconoscere che non esistono solo gli estroversi, e che anche gli introversi hanno le loro qualità e le loro eccellenze. Ad esempio, recenti ricerche ci hanno spiegato che esistono dei compiti in cui riescono benissimo le persone estroverse, le quali però, essendo così concentrate sull'ambiente esterno, piuttosto che su sé stesse, riescono malissimo in alcuni compiti che richiedono attenzione e meticolosa preparazione.In America è uscito recentemente anche un nuovo libro sull'argomento: Quiet: The Power of Introverts in a World That Can't Stop Talking, (Silenzio: il potere degli introversi in un mondo che non smette mai di parlare), di Susan Cain (ne abbiamo già parlato qui), che ha studiato a lungo le dimensioni dell'estroversione e dell'introversione
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lunedì, gennaio 30, 2012
Amigdala non è sinonimo di paura
Il legame tra amigdala e paura - specialmente la paura degli altri, o fobia sociale, è stato fin troppo discusso e raccontato, non solo dalla psicologia popolare, ma anche da fonti psicologiche accademiche. Questo sostengono gli autori di uno studio che sarà pubblicato il prossimo mese su Current Directions in Psychological Science, una rivista dell'Association for Psychological Science. E' vero: molti esperimenti hanno scoperto che l'amigdala è attiva mentre le persone avvertono l'emozione della paura, ma non si può non tener conto che essa si attiva anche in altre occasioni, come ad esempio in risposta ad immagini gradevoli o a visi che esprimono l'emozione della gioia.
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lunedì, gennaio 23, 2012
Preoccupata e sfiduciata - Consulenza online
Buongiorno,
sono una signora di 46 anni, molto attiva, con una vita ricca di interessi, un compagno, delle relazioni soddisfacenti. Faccio sport con passione e successo, parlo 3 lingue straniere.
Ho sempre avuto una memoria scarsa, sono spesso distratta e a volte posso sembrare confusa o una person cha ascolta poco, ma ho imparato a compensare
negli anni con tecniche ed escamotages di vario tipo, quali associazioni di idee, annotazioni meticolose, l'uso di strumenti elettronici, ecc.
Dal punto di vista lavorativo ho sempre avuto un buon apprezzamento e stima da parte di colleghi e superiori e la carriera e' trascorsa discretamente bene e in salita fino a qualche anno fa.
Da tra anni mi sono trasferita in un'altra città e da allora mi sono trascinata da un lavoro precario all'altro, -per lo piu' sostituzioni maternita'- in una involuzione vorticosa.
Le aziende, sempre favorevolmente impressionate dal curriculum, hanno promesso che mi avrebbero riconfermata a tempo indeterminato: invece dopo 6 mesi, un anno, non mi hanno rinnovato il contratto con scuse varie.
Capisco che si tratta di un momento economicamente poco felice, pero' sospetto ci sia dell'altro. Nell'ultimo impiego infatti, il clima tra colleghi era molto teso, l'ambiente pessimo (al limite del mobbing e dello stalking).
sono una signora di 46 anni, molto attiva, con una vita ricca di interessi, un compagno, delle relazioni soddisfacenti. Faccio sport con passione e successo, parlo 3 lingue straniere.
Ho sempre avuto una memoria scarsa, sono spesso distratta e a volte posso sembrare confusa o una person cha ascolta poco, ma ho imparato a compensare
negli anni con tecniche ed escamotages di vario tipo, quali associazioni di idee, annotazioni meticolose, l'uso di strumenti elettronici, ecc.
Dal punto di vista lavorativo ho sempre avuto un buon apprezzamento e stima da parte di colleghi e superiori e la carriera e' trascorsa discretamente bene e in salita fino a qualche anno fa.
Da tra anni mi sono trasferita in un'altra città e da allora mi sono trascinata da un lavoro precario all'altro, -per lo piu' sostituzioni maternita'- in una involuzione vorticosa.
Le aziende, sempre favorevolmente impressionate dal curriculum, hanno promesso che mi avrebbero riconfermata a tempo indeterminato: invece dopo 6 mesi, un anno, non mi hanno rinnovato il contratto con scuse varie.
Capisco che si tratta di un momento economicamente poco felice, pero' sospetto ci sia dell'altro. Nell'ultimo impiego infatti, il clima tra colleghi era molto teso, l'ambiente pessimo (al limite del mobbing e dello stalking).
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Sbando completo - Consulenza online
Buongiorno,
sono Marco, ragazzo di 16 anni, e ho un gravissimo problema. In questo periodo infatti ho una fortissima ansia per la scuola. Non riesco più a vivere, ci sto soffocando dentro.
Sono sempre stato bravo a scuola, ho sempre portato a casa ottimi risultati. Per esempio, ho concluso i primi due anni del liceo scientifico con la media dell’8, anzi, tra 8 e 9. Ho avuto dei piccoli problemi magari durante gli anni, ma niente di grave, tutto risolvibilissimo in una settimana già.
Adesso sono in terzo, e la situazione è molto diversa. L’unica cosa uguale è che, nonostante tutto, io mi impegno, studio molto, come gli altri anni. E infatti ho, nonostante tutti i professori profetizzavano per il terzo sciagure, tutti 7 e 8. Quasi tutti. Infatti ho insufficienze in matematica e fisica. In matematica, molto probabilmente avrò il 5 alla pagella del primo quadrimestre, mentre in fisica posso ancora sperare di recuperare, in quanto deve farmi la seconda interrogazione e ha detto che ci aiuterà.
sono Marco, ragazzo di 16 anni, e ho un gravissimo problema. In questo periodo infatti ho una fortissima ansia per la scuola. Non riesco più a vivere, ci sto soffocando dentro.
Sono sempre stato bravo a scuola, ho sempre portato a casa ottimi risultati. Per esempio, ho concluso i primi due anni del liceo scientifico con la media dell’8, anzi, tra 8 e 9. Ho avuto dei piccoli problemi magari durante gli anni, ma niente di grave, tutto risolvibilissimo in una settimana già.
Adesso sono in terzo, e la situazione è molto diversa. L’unica cosa uguale è che, nonostante tutto, io mi impegno, studio molto, come gli altri anni. E infatti ho, nonostante tutti i professori profetizzavano per il terzo sciagure, tutti 7 e 8. Quasi tutti. Infatti ho insufficienze in matematica e fisica. In matematica, molto probabilmente avrò il 5 alla pagella del primo quadrimestre, mentre in fisica posso ancora sperare di recuperare, in quanto deve farmi la seconda interrogazione e ha detto che ci aiuterà.
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Scuola e Cultura
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giovedì, gennaio 12, 2012
Il difficile caso di suo figlio - Consulenza online
Sono entrata nel vostro sito per fortuna ed è un piacere scoprire che c’è chi dà un senso alla parola timidezza invece che usare altezzosi nomi chiusi della neuropsichiatria come autismo
vi scrivo per parlarvi di mio figlio e del suo difficile caso. Mio figlio è un bambino nato nel 2001 da parto cesareo di peso normale e senza complicanze, era solo molto grosso è sempre cresciuto al 95 percentile, ha solo avuto problemi di orticaria e un ritardo nel linguaggio ...esploso poi a 4 anni, quando ha iniziato la materna con una maestra divertente....dolce ed entusiasmante, il bambino ha sempre avuto un’ indole molto affettuosa nei confronti dei suoi coetanei, un grande desiderio di stare con loro e di relazionarsi, spesso il confronto con gli altri non è stato permesso da me per motivi di tempo, e ne ha molto sofferto
vi scrivo per parlarvi di mio figlio e del suo difficile caso. Mio figlio è un bambino nato nel 2001 da parto cesareo di peso normale e senza complicanze, era solo molto grosso è sempre cresciuto al 95 percentile, ha solo avuto problemi di orticaria e un ritardo nel linguaggio ...esploso poi a 4 anni, quando ha iniziato la materna con una maestra divertente....dolce ed entusiasmante, il bambino ha sempre avuto un’ indole molto affettuosa nei confronti dei suoi coetanei, un grande desiderio di stare con loro e di relazionarsi, spesso il confronto con gli altri non è stato permesso da me per motivi di tempo, e ne ha molto sofferto
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giovedì, gennaio 05, 2012
Edwige Fenech è timida
Anche Edwige Fenech è timida, nonostante i tanti film spinti girati negli anni settanta. Lo ha dichiarato lei stessa in una intervista al Corriere della Sera. Queste le sue parole: "Io preferisco stare dietro le quinte. Perché dovete credermi: sono
afflitta da una timidezza che rasenta quasi la psicosi. Non amo
apparire, ho fatto tanto cinema, eppure non mi sono mai sentita una
diva. Il mio vero problema è che non mi sono mai presa sul serio».
Fonte:
Fenech e i set anni 70: quei film, una sofferenza, Corriere della Sera
A cura della Redazione del Sito
www.clinicadellatimidezza.it
Fonte:
Fenech e i set anni 70: quei film, una sofferenza, Corriere della Sera
A cura della Redazione del Sito
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martedì, gennaio 03, 2012
La rivolta contro la Bibbia degli Psichiatri
Come tutti saprete, se non altro perché qui alla Clinica della Timidezza ne parliamo spesso, dal 1952, un libro con molte pagine, chiamato il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (meglio noto come DSM), pubblicato dall'American Psychiatric Association (APA), fornisce un elenco di malattie psicologiche, con relativa descrizione.
Nel corso dei decenni, questo manuale, che era nato per essere usato dagli psichiatri dell'esercito e della marina, è aumentato a dismisura: il numero dei disturbi elencati è triplicato e molte malattie sono entrate, uscite, rientrate, ri-nominate. Uno dei casi più conosciuti è quello dell'omosessualità, che è stata considerata un "disturbo di personalità sociopatica", poi un "disturbo dell'orientamento sessuale" o anche un "disturbo di omosessualità ego-distonica", per coloro la cui eccitazione omosessuale diventava fonte di angoscia. La diagnosi di omosessualità è stata poi eliminata definitivamente nel DSM-III-R, pubblicato nel 1987.
Nel corso dei decenni, questo manuale, che era nato per essere usato dagli psichiatri dell'esercito e della marina, è aumentato a dismisura: il numero dei disturbi elencati è triplicato e molte malattie sono entrate, uscite, rientrate, ri-nominate. Uno dei casi più conosciuti è quello dell'omosessualità, che è stata considerata un "disturbo di personalità sociopatica", poi un "disturbo dell'orientamento sessuale" o anche un "disturbo di omosessualità ego-distonica", per coloro la cui eccitazione omosessuale diventava fonte di angoscia. La diagnosi di omosessualità è stata poi eliminata definitivamente nel DSM-III-R, pubblicato nel 1987.
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martedì, dicembre 20, 2011
L'imbarazzo spiegato ai bambini
Qui alla Clinica della Timidezza ne abbiamo parlato spesso, ma in fondo nessuna emozione, come l'imbarazzo, andrebbe conosciuta, dal punto di vista scientifico, dalle persone che sentono di avere un problema di timidezza.
Conoscere bene questa emozione significa infatti imparare a riconoscerla e a gestirla, cercando di limitare i danni che essa potrebbe produrre, nelle relazioni sociali, ed imparando a godere a pieno dei vantaggi che essa invece può comportare.
Vantaggi? Dirà forse qualcuno con incredulità. Si, vantaggi, perché è provato, come abbiamo detto in un precedente articolo, che l'imbarazzo è una emozione pro-sociale, nel senso che favorisce i rapporti sociali ed ha una sua utilità quando si vuole essere perdonati, o scusati.
Conoscere bene questa emozione significa infatti imparare a riconoscerla e a gestirla, cercando di limitare i danni che essa potrebbe produrre, nelle relazioni sociali, ed imparando a godere a pieno dei vantaggi che essa invece può comportare.
Vantaggi? Dirà forse qualcuno con incredulità. Si, vantaggi, perché è provato, come abbiamo detto in un precedente articolo, che l'imbarazzo è una emozione pro-sociale, nel senso che favorisce i rapporti sociali ed ha una sua utilità quando si vuole essere perdonati, o scusati.
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lunedì, dicembre 19, 2011
Abusi sessuali fra coetanei in adolescenza: le ragazze non sono pochissime, come si crede
Se ne parla ancora poco, forse troppo poco, ma ci sono anche ragazze che compiono abusi sessuali sui coetanei maschi: di questo si è occupato un recente studio, pubblicato sul numero di Dicembre del Journal of Sexual Medicine.
Le ragazze "sex offenders" sono sicuramente meno comuni dei loro coetanei maschi, ma essendo anche così poco studiate, forse il loro numero è sottostimato. La pensa così Cecilia Kjellgren del dipartimento di psichiatria infantile e adolescenziale presso la Lund University, che ha condotto la ricerca.
Kjellgren e colleghi hanno utilizzato i dati di uno studio svedese condotto negli anni 2003 e 2004 nel quale vennero raccolti dei dati relativi a 5.059 ragazzi di terzo superiore (17-20 anni), residenti in alcune città della Norvegia e della Svezia, attraverso dei questionari anonimi.
Le ragazze "sex offenders" sono sicuramente meno comuni dei loro coetanei maschi, ma essendo anche così poco studiate, forse il loro numero è sottostimato. La pensa così Cecilia Kjellgren del dipartimento di psichiatria infantile e adolescenziale presso la Lund University, che ha condotto la ricerca.
Kjellgren e colleghi hanno utilizzato i dati di uno studio svedese condotto negli anni 2003 e 2004 nel quale vennero raccolti dei dati relativi a 5.059 ragazzi di terzo superiore (17-20 anni), residenti in alcune città della Norvegia e della Svezia, attraverso dei questionari anonimi.
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